Progetto libri illustrati dal 1974, dopo essermi laureata in Architettura ed aver collaborato per diversi anni con un centro di psicologia per l'età evolutiva. Ho pubblicato in molti paesi del mondo e ho ricevuto diversi riconoscimenti: il premio Lega Ambiente, il premio Alpi Apuane, il premio Andersen. Considero il libro illustrato uno straordinario strumento per dare valore alla relazione tra adulti e bambini in dalla primissima infanzia e per aprire una comunicazione fatta di complicità e fiducia. Trovo che molti libri per bambini siano perfetti anche per gli adulti. Ma non è detto che i libri, per il solo fatto di essere illustrati siano sempre perfetti per i bambini. Come in ogni campo dell'arte, si cerca, si sperimenta, si tenta... ma come in ogni arte applicata, bisogna avere ben presente l'utente finale.
e.bussolati@alice.it
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tutto ritorna
A volte sembra di rifare gli stessi sogni: è così. Solo che sono "nuovi".

“Il viola e il verde sono ormai dappertutto.
E non tutti a Su si chiamano Su.
E non tutti a Giù si chiamano Giù.
Ci sono Su e Giù anche a mezza strada”

“Ma quali sono quelli di sopra e quelli di sotto?
Ogni tanto puoi guardare al contrario”
Questi i testi finali di due libri dello stesso formato: il primo pubblicato nel 1973 e il secondo nel 2009.
La distanza di tempo fra le due uscite fa pensare a un passaggio generazionale: i bambini di allora, avendo amato il primo libro, mai più pubblicato, diventati adulti, ne riportano in vita i temi.
Questa osservazione porta ad alcune riflessioni. Perché si ripercorre un’idea con un taglio così simile? I contenuti validi non si possono riproporre tali e quali a distanza di tempo? Le illustrazioni seguono delle mode che giustifichino una riproposta?
I bambini cambiano modo di “vedere”?
Tutte domande aperte, a cui è fin troppo facile rispondere che alcuni artisti non saranno facilmente "demodé" (alla stessa distanza di tempo, il capolavoro "Nel paese dei mostri selvaggi" è ancora pubblicato e ora ha nuova vita grazie al film che sta uscendo).
Neppure i contenuti possono cambiare molto: il percorso dei sentimenti che formano le basi esperienziali è sempre il medesimo.
Ma i linguaggi cambiano. Quelli verbali si sono contratti, semplificati e quelli grafici cercano nuove strade.
Anche il mercato cambia: sempre più soggetto alle leggi della competizione su piccoli spazi (perché ancora tutto ciò che riguarda i bambini è considerato di “serie B”) e sempre più confuso, perché appoggiato maggiormente ai metri quadri di esposizione, che a persone appassionate e competenti.
Si recupera l’idea che il bambino di per sé non esiste, come non esiste l’adolescente. Però invece di arrivare, grazie a questa consatatazione, a una attenzione maggiore alle esigenze di una persona di pari dignità, qualsiasi età o provenienza abbia, si sceglie una via più facile. Si approfitta del fatto che esistono soggetti di un particolare tipo di consumo: i giocattoli, i telefonini, i giochi elettronici e anche i libri…
“Quelli di sopra e quelli di sotto” di Paloma Valdivia tradotto da Nicoletta Nanni, edito da Kalandraka è un libro graficamente ineccepibile, bellissimi disegni, contenuto chiaro e con una bella copertina. Peccato che "I Su e i Giù" di Bob Gill, tradotto da Giulia Niccolai, edito 36 anni fa da Emme edizioni, con un testo significativo, ricco e divertente, non sia più stato pubblicato.




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