Terre. blog
1129.jpg
Davide Musso (editor)
davidemusso@terre.it
Scrittura, editoria, dintorni: l'ennesimo blog letterario
  • questioni di editing

    Intervista a Stefano Mauri, presidente del Gruppo editoriale Mauri Spagnol.

    Il boom degli esordienti, grandi gruppi editoriali sempre più grandi e "all-inclusive", il libro elettronico all'orizzonte: insomma, i temi adatti per una lunga chiacchierata con il numero uno del terzo gruppo editoriale italiano durante un weekend che prometteva neve e, invece, ci ha regalato un cielo di cristallo e un tiepido sole.
    Il suddetto numero uno è Stefano Mauri, presidente e amministratore delegato del Gruppo editoriale Mauri Spagnol (Gems): 180 milioni di euro di fatturato a prezzo di copertina nel 2009 e quindici marchi editoriali controllati al 100% o partecipati, direttamente o indirettamente, con quote diverse a seconda dei casi (Longanesi, Guanda, Bollati Boringhieri, Chiarelettere, Garzanti, Salani, Fazi, Laterza...). Con le acquisizioni degli ultimi mesi è riuscito a salire sul podio della produzione libraria tricolore dietro ai gruppi Mondadori e Rcs-Rizzoli Corriere della sera. Un punto di vista interessante, il suo, anche perché Gems è parte di un mondo assai più vasto - quello di Messaggerie Italiane, la holding della famiglia Mauri, colosso da 500 milioni di euro di fatturato - con interessi in tutta la filiera, dalla distribuzione di libri (con Messaggerie Libri è il primo distributore indipendente italiano) e periodici, alle librerie con i Mel Bookstore e la catena Il libraccio (di cui detiene il 50%), alla vendita online con Ibs.it (e se volete approfondire, qui potete scaricare l'organigramma in pdf).


    continua a leggere

  • questioni di editing

    Il decalogo di Dazieri per aspiranti pubblicatori.

    Ma come? Gli editor non sono pagati per leggere manoscritti di esordienti?
    Non esattamente. Gli editor sono pagati per pubblicare autori da loro scovati presso gli agenti o da case editrici concorrenti, per litigare con i grafici e gli uffici stampa, per presentare i libri pubblicati, per leggere le traduzioni, per revisionare i testi dei loro autori eccetera. Leggono i manoscritti nei ritagli di tempo, perché sanno che può capitare la botta di culo di trovare qualcosa di buono, ma ogni editor in media ne riceve più di uno al giorno e quando gliene si accumulano troppi sulla scrivania li getta semplicemente nel bidone. Ricordatevi che il fatto che vogliate spedire a un editor o una casa editrice non impegna i riceventi a leggervi o a darvi una risposta (per quanto la maggior parte lo faccia, soprattutto se può disporre di una segreteria di redazione). Non è questione di cortesia, ma di tempo.

    [Il resto del decalogo lo trovate sul blog di Sandrone Dazieri, scrittore, editor, consulente editoriale]


    continua a leggere

Suggerimenti
Altri blog
Creative Commons License
i contenuti di questi blog sono rilasciati sotto la Licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia.