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Davide Musso (editor)
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Scrittura, editoria, dintorni: l'ennesimo blog letterario
  • recensioni

    Una storia raccontata con gli occhi del nemico.

    Vi ricordate l'adagio? Per capire le ragioni del nostro nemico dovremmo provare a indossarne i panni. E' questo il fulcro di Palestine, romanzo del tunisino Hubert Haddad (Edizioni Il Maestrale): Cham, soldato israeliano di stanza in Cisgiordania, viene catturato dai palestinesi e per lo shock perde la memoria. Senza documenti, viene ospitato nella casa della vecchia Asmahane e di sua figlia Falastin. La fortuna di Cham è quella di assomigliare in modo impressionante a Nessim, il figlio della vecchia scomparso da tempo. Ma è anche la sua condanna: diventato per tutti un palestinese, si trova a vivere sulla sua pelle i soprusi degli occupanti israeliani, e a maturare di conseguenza una decisione drammatica e radicale.
    Haddad riesce a raccontare una storia dura con toni lievi, poetici, e senza scivolare nella retorica, merito anche della figura di Falastin (a suo modo una ribelle) e della storia d'amore tra i due. 

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